L’UNIONE FINANZIARIA PASSA DALL’INTEGRAZIONE FISCALE

QUESTE LE PAROLE DI WEIDMANN E KNOT ALL’INCONTRO DELL’OSSERVATORIO GIOVANI EDITORI

Una delegazione dell’istituto economico Leopoldo Pirelli di Roma, rappresentata dalle classi IVE RIM, VA SIA e VB SIA accompagnate dalle professoresse Angelilli, Bonuso, D’Antonio e Lulli, il 21 novembre ha partecipato all’inaugurazione della quinta edizione del ciclo “Nuovi incontri per il futuro” organizzata dall’Osservatorio permanente Giovani editori, presieduto da Andrea Ceccherini.

Gli alunni per circa un mese si sono documentati e confrontati, attraverso articoli di giornali, dibattiti in classe, servizi televisivi, su temi quali brexit, immigrazione, bitcoin, Europa, ecc., trattati nel corso del dibattito. Suddivisi in gruppi i ragazzi hanno così elaborato domande da rivolgere ai governatori nel corso della conferenza.

Il progetto, denominato Young Factor, dedicato all’alfabetizzazione economico-finanziaria, ha come scopo per Ceccherini di “colmare il gap insopportabile e costoso nell’alfabetizzazione finanziaria dell’Italia, relegata al 31esimo posto delle classifiche internazionali”. Sul palco del gremito Teatro Odeon si sono avvicendati gli interventi di tre governatori delle banche centrali, Ignazio Visco della Banca di Italia, Jens Weidmann della Bundesbank e Klaas Knot, presidente della Banca di Olanda, che hanno risposto alle domande degli studenti provenienti da tutta Italia. Tema centrale delle domande è stata l’Italia ed i suoi rapporti con l’Europa e la BCE. Se da una parte Visco riconosce che la “governance comune va migliorata” e che le “regole vanno rispettate ma anche ben applicate” visto che “in un mondo interdipendente ciascuno di noi è debole se è solo”; dall’altra parte il duo Weidmann e Knot ribadisce il concetto sulla sovranità piena, che alcuni paesi non vogliono cedere. Secondo il numero uno della Bundesbank la crisi “ha avuto come effetto positivo quello di imporre un’accelerazione sul terreno dell’integrazione, ma diverse aree rimangono ancora sotto la sovranità nazionale, come per esempio la politica fiscale”. Aggiungendo poi che “siamo davanti ad un bivio”, ma se scegliamo di andare avanti con l’integrazione fiscale, allora dobbiamo essere anche pronti ad assumerci le responsabilità che ne conseguono. Se invece non siamo pronti a cedere la sovranità allora diventa molto difficile poter condividere la responsabilità di queste decisioni comuni”. Anche Knot è convinto che l’unione potrebbe funzionare meglio con una unione vera anche finanziaria e che molte sfide dell’Italia, non hanno a che vedere con la politica monetaria e l’integrazione monetaria, ma dipendono dai problemi strutturali di un paese da risolvere a livello locale.

 

Guarda il video con il simpatico telegiornale del Leopoldo Pirelli

 

Il filmato della 5B SIA

 

 

 

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