I LUOGHI PREDILETTI DEL GRAND TOUR A ROMA. SULLE TRACCE DI CELEBRI ARTISTI E INTELLETTUALI STRANIERI: DA GOETHE A LISZT, A KEATS

Il giorno 13 febbraio 2020 noi studenti della classe 4D, accompagnati dalla professoressa Daniela Mingrone, ci siamo ritrovati a Piazza del Popolo alle 9:45 dove ad attenderci c’era la guida turistica (Didattica per le scuole del Comune di Roma). A Piazza del Popolo la guida ci ha spiegato brevemente l’origine del Grand Tour: un termine che indicava un viaggio di istruzione, intrapreso dai rampolli delle case aristocratiche di tutta Europa, che aveva come fine la formazione del giovane gentiluomo attraverso il salutare esercizio del confronto. Il termine tour, che soppianta quello di travel o journey o voyage, chiarisce come la moda di questo viaggio si specifichi in un ‘giro’, particolarmente lungo e ampio e senza soluzione di continuità, con partenza e arrivo nello stesso luogo, che può attraversare anche i paesi continentali ma ha come traguardo prediletto e irrinunciabile l’Italia. Non più l’Italia degli itinerari medievali, certo, ma l’Italia delle cento città la cui fitta trama urbana diventa la meta prediletta di un nuovo pellegrinaggio.

La nostra passeggiata si è svolta lungo le strade del centro storico: via del Corso, via del Babuino, via dei Greci, piazza di Spagna, via Condotti, Trinità dei Monti, via Gregoriana.

Ci siamo soffermati davanti all’Atelier di Canova – Tadolini, alla Dimora di Franz Liszt, al Museo di Goethe. Viaggio in Italia (in tedesco Italienische Reise) è un’opera che Johann Wolfgang von Goethe scrisse tra il 1813 e il 1817 e pubblicò in due volumi, il primo dei quali uscì nel 1816 e il secondo nel 1817. I due volumi contengono il resoconto di un Grand Tour che l’autore compì in Italia tra il 3 settembre 1786 e il 18 giugno 1788. A essi se ne aggiunse un terzo, pubblicato nel 1829, ma inferiore ai primi due, sulla sua seconda visita a Roma.

Meta successiva il “ghetto degli Inglesi”: da piazza di Spagna (Caffè degli Inglesi, Casa di Keats e Byron), agli storici locali di via Condotti (Caffè Greco e Locanda Lepri).

Visita didattica interessante in particolare per i numerosi aneddoti, storico-sociali e artistici, che la nostra guida ci ha riferito con in particolar modo è stato interessante apprendere la storia di via del Corso, fu Papa Paolo II nel che qui trasferì le corse del Carnevale, molto seguite dai romani, che si erano fin allora svolte al Monte Testaccio; involontari protagonisti delle corse erano in primo luogo gli ebrei, costretti a correre tra le ingiurie, ma molto attesa era anche la corsa dei cavalli, detti bàrberi (Berbero) poiché provenienti dalla Barberia (Africa settentrionale). La corsa, che si svolse fino al 1883, quando un incidente mortale portò alla sua abolizione, si disputava lungo il tratto compreso tra lo scomparso Arco di Portogallo (all’altezza di via della Vite) fino a piazza Venezia, e ha portato all’affermazione del nome di via del “Corso”.

Gli alunni

Giorgia Zizzari

Daniela Lorusso

 

 

 

 

 

Categoria: